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Nasce in una fredda giornata di un'estate di San Marino, a ridosso della festa dei defunti (della serie:
"la fine e' molto vicina all'inizio!!!"), in un ameno centro della precollina parmense, nella languida provincia emiliana a meta' tra le leggendarie localita' di Felino e Langhirano (la prima patria dei
famosissimi salami, la seconda del mitico prosciutto). Insomma, la ragazza nasce agricola, ruspante e, dopo un'adolescenza fatta di balere e fughe notturne (e' diventato proverbiale il suo saltafosso, da cui il
suo primo soprannome "gracida"), e' pronta per affrontare il mondo: nessuno puo' piu' fermarla!!!
Dopo aver imparato il "ballo di Simone" con Giuliano e i notturni, gia' avvezza alla zeppa di sughero, si intruppa nel coro di un complessino beat denominato Gli Scorfani, battendo palmo a palmo tutto il
Polesine con uno show oltremodo raccapricciante per l'epoca. Ma Londra e lo swingin' London sono - si fa per dire - dietro l'angolo.
Con la sua amica Tumi Stufi da l'addio al nubilato in terra d'Albione, dove non si fa gli alberi dei parchi per pieta' del patrimonio boschivo. Ma sono gli anni della liberta' sessuale e tutto, fuorche' la
tranquillita' ormonale, e' permesso. Al suo ritorno a casa, dopo aver venduto anche l'ultima partita di salami stagionati del salumificio
materno, la ragazza, gia' fatta donna dalla vita, incontra Pepo, venditore di damigiane, imbottigliatore di malvasia ed e' amore
al primo sorso: dopo un'ubriacatura imperiale alla festa del pescegatto, scaraventati su una seicento multipla, i due, come il
tappo e la bottiglia, si accorgono di essere fatti l'uno per l'altra e si sposano in gran fretta, Non sara' un matrimonio fortunato,
questione di sette languidi anni buttati da una casa vinicola all'altra senza sosta: il Pepo non la desidera piu' come un tempo
(anche perche' nel mentre si e' fatta talmente larga che per farla stare tutta nello sguardo ci vuole il grandangolo). PLATINETTE
abbandona, dopo l'ennesima vendemmia, il povero Pepo al suo destino. Oh, tormento, tremenda vendetta! Superato d'un balzo
il tempo delle mele, bruciato in un delirio vorticoso il tempo delle banane, dopo aver vinto il concorso "Piu' bella di una stella",
organizzato dal mensile maglieria magica, la nostra eroina, (assaporato il gusto dello show-biz in una rutilante rumba con
Daniele Piombi ripresa da Telecupole) decide, come Mara Venier, in eta' molto avanzata, di diventare una star. La fortuna la fa
incontrate una notte ad un baracchino di sandwich di Milano, conosciuto come "La boutique del panino unto", la spiritosa
cantante rap LA PINA che, tra una piadina e l'altra, la convince a prendere parte alla sua trasmissione radiofonica in aria in
onda su Radioduerai, e qui la signorina di provincia si trasforma in una spudorata confidente degli affezionati ascoltatori con la
sua rubrica "Pezze al cuore", dove spapazza consigli senza incertezze a sventurati innamorati persi (e mai piu' ritrovati). Come
ben disse la filosofa Wilma Goich, "Amore ritorna le colline sono in fiore", il Festival di Sanremo e' dietro l'angolo e LA PINA,
precettata da Raidue per la versione televisiva dello show, la arruola come inviata in prima linea e la piazza, ultimo baluardo
del buonsenso, sul marciapiede davanti al Teatro Ariston. Nel corso della settimana sanremese il destino le para davanti uomini
divini come Leone Di Lernia, Mino Reitano, Bruno Gambarotta e il desiderio di diventare piu' brava di Milly Carlucci si fa sempre
piu' forte. Ma questo e' cio' che il destino - implacabile e baro come il suo ultimo fidanzato, un camionista turco di 19 anni di
nome Orzabal - ha deciso per lei: diventare una stella del varieta' e scrivere il suo nome a caratteri cubitali (vista la robusta
stazza) nel mondo dello spettacolo: Raffaella avvisata, mezza salvata!!! Da Gennaio 1999, ogni mattina da lunedi a venerdi, dalle
6.00 alle 7.30, PLATINETTE sveglia gli ascoltatori di RADIO DEEJAY con il suo "CAFFE', TE', ME'".
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